Guardie Zoofile E.N.P.A.

Nucleo Provinciale di Milano

 

Cosa sapere

Home
I cani dell'Est
Cosa sapere
La normativa
I vaccini antirabbici
Controlli di polizia
Per i veterinari
Segnalazioni
Aiutateci
Contattateci
Link utili
Servizi sui media

Questo cucciolo di bulldog inglese è uno dei tanti animali che, nel corso del tempo, sono stati sequestrati per essere stati importati violando le normative sanitarie e di protezione degli animali.

E' importante sapere che comprare animali senza conoscerne con precisione la provenienza e senza essere certi della correttezza del venditore contribuisce ad alimentare il traffico dei cuccioli.

Non comprate animali attraverso le inserzioni su internet: molti venditori si spacciano per privati o allevatori mentre spesso i loro siti internet sono solo l'immagine, volutamente rassicurante, dietro la quale possono nascondersi dei trafficanti di cuccioli.

 

 

 

Da dove vengono:

I paesi Europei maggiormente interessati a questo fenomeno sono Slovacchia, Ungheria, Polonia e ultimamente anche la Romania.

I paesi di destinazione:

L'Italia è uno dei paesi maggiormente interessati al fenomeno, anche per la vicinanza geografica con questi paesi, ma sono paesi bersaglio anche la Germania, la Francia e la Spagna.

Come sono raccolti i cani nei paesi dell'Est Europa:

Nei paesi d'origine esistono gli allevatori, che spesso allevano cani e i gatti in condizioni di reale maltrattamento; chi alleva poi consegna gli animali a quelli che potremmo definire i "raccoglitori", che si occupano di recuperare presso gli allevatori i cani e hanno i contatti con i commercianti di paesi come l'Italia. I raccoglitori spesso possono inserire nelle partite anche cuccioli importati da paesi confinanti ma extra-CEE, con ancora maggiori rischi per la salute di animali e persone. I raccoglitori pagano i cuccioli poche decine di euro e quindi gli allevatori sono ben contenti di venderli anche piccolissimi: costerà meno il loro mantenimento e diminuirà il rischio che gli possano morire.

I raccoglitori poi li vendono al doppio a chi li esporterà, che spesso coincide con chi li venderà direttamente al pubblico: questi nostri venditori a loro volta moltiplicheranno il prezzo di circa 10/15 volte, talvolta in violazione della normativa fiscale e vendendo gli animali spesso senza documenti.

Quali requisiti dovrebbero avere i cani per essere legali:

Nessun cucciolo può viaggiare se non è accompagnato da un passaporto, nel quale devono essere indicati tutti i dati dell'animale, il numero del microchip identificativo e tutte le vaccinazioni praticate, fra le quali quelle per le più comuni malattie virali (facoltative) e l'antirabbica (obbligatoria).

Dovendo il vaccino antirabbico essere praticato a 3 mesi di età e divenendo efficace trascorsi 21 giorni dalla vaccinazione, i cani possono partire dai Paesi d'origine solo a 3 mesi e 21 giorni di età.

Il passaporto deve essere consegnato all'acquirente finale, informandolo della provenienza dell'animale all'atto dell'acquisto. I commercianti onesti comprano solo cani che rispondano a questi requisiti, ma basta andare su internet e si scopre un mondo ben diverso.

Quali requisiti sono alterati nei cani importati illegalmente:

I trafficanti importano cuccioli di età spesso inferiore ai 60 giorni, un vero e proprio maltrattamento, indicando sui documenti età spesso raddoppiate rispetto alla realtà. Se si possono analizzare più passaporti di vari cuccioli si noterà che, molto stranamente, sono tutti nati negli stessi giorni e sono partiti tutti a 3 mesi e 21 giorni o poco più: esattamente appena oltre i limiti di legge. I microchip a volte sono incollati sul pelo e non realmente inoculati e una volta a destino possono essere sostituiti con microchip italiani oppure altre volte, purtroppo, vengono inoculati nella regione del collo e vengono successivamente asportati con una piccola incisione: lo scopo è quello di far diventare i cani come se fossero stati allevati in Italia e far salire il loro prezzo, ma spesso anche quello di nascondere i ricavi del traffico al fisco.

La vaccinazione antirabbica frequentemente è soltanto presente sul passaporto, talvolta senza la fustella del vaccino o almeno il numero del lotto di produzione, ma non è realmente praticata: analisi del sangue effettuate presso gli Istituti Zooprofilattici hanno dimostrato che i cuccioli non erano stati vaccinati. Questa violazione mette in serio pericolo la salute umana perchè cani non vaccinati, magari provenienti da aree geografiche dove la rabbia è ancora presente in modo rilevante, possono potenzialmente essere stati esposti al contagio ed essere a loro veicolo di contagio.

 

Home | I cani dell'Est | Cosa sapere | La normativa | I vaccini antirabbici | Controlli di polizia | Per i veterinari | Segnalazioni | Aiutateci | Contattateci | Link utili | Servizi sui media

 Ente Nazionale Protezione Animali O.N.L.U.S.- Sezione Provinciale di Milano - © 2005 - 2009
Partita IVA 02125341004